[ CONTINUITÀ TRADIZIONALE ]

La concezione moderna dell'arte è falsa nella misura in cui sostituisce l'immaginazione creativa - o la semplice volontà di creare - alla forma qualitativa, o il valore soggettivo e congetturale al valore oggettivo e spirituale; questo significa voler sostituire la competenza e il mestiere, che rientrano nella definizione stessa di arte, con il solo talento, vero o presunto, come se avesse un senso qualunque al di fuori delle costanti normative che ne sono i criteri. È sin troppo evidente che l'originalità non ha senso se non per il suo contenuto, esattamente come la sincerità; l'originalità di un errore - o il talento di un individuo incompetente o sovversivo - non presenta il minimo interesse, ed è preferibile la copia ben fatta di un buon modello a una creazione originale che sia la manifestazione "sincera" di un "cattivo genio". Quando tutti vogliono creare e nessuno vuole copiare, quando ogni opera vuole essere unica anziché inserirsi in una continuità tradizionale che le dia linfa e di cui sia eventualmente una delle gemme più belle - non resta nient'altro all'uomo che gridare il proprio nulla in faccia al mondo; questo nulla sarà sinonimo di originalità, beninteso, perché il minimo di tradizione e di norma rappresenterà il massimo di talento.

Frithjof Schuon, Principi e criteri dell'arte universale,
in Caste e razze, seguito da Principi e criteri dell'arte universale,
trad. Maria Antonietta Prina,
Milano, SE 1994, pp. 99-100.