[ SPONTANEITÀ E DISCIPLINA ]

Se nel sentimento, che il poeta riceve in sé, si racchiude la storia e, insieme col pensiero, vi freme dentro la poesia dei secoli, che si trasfonde e si trasfigura nella sua nuova espressione, s'intende perché egli sia sollecitato tutt'in uno dall'impeto di creare originalmente e dalla necessità d’intonarsi alla voce della poesia che ha risuonato prima della sua, e di risponderle come in un coro. Tacitamente, prima che gli altri gli facciano intendere le loro esortazioni, par che dica a sé stesso: "Sii te stesso!", "Sii fedele alla natura!", "Segui i grandi modelli!". Possono sembrare contradditorî questi moniti, e sono invece concorrenti e convergenti nell'unico atto che è insieme di libertà e di necessità, di spontaneità e di disciplina, così indivisibile che, se si prende l'un termine senza l’altro, quello che dovrebbe restare solo, svanisce tra le mani.

Benedetto Croce, La poesia,
Bari, Laterza 1963, p. 167.