[ FORZA INTERIORE ]
La poesia è già finita prima che sia cominciata; solo, il poeta non ne conosce ancora il testo. La poesia
non può assolutamente essere diversa da come poi è quando è finita. Voi sapete esattissimamente quando è
finita, ma certo la cosa può durare a lungo, per settimane, per anni, ma prima che sia finita non la lasciate
andare. Continuamente andate a tastarla, la singola parola, il singolo verso, prendete a parte la seconda strofa,
la osservate, alla terza strofa vi chiedete se questo è il missing link fra la seconda e la quarta strofa,
e così, per quanto tutto in voi sia controllo, auto-osservazione, critica, c’è una forza interiore da cui siete
guidati attraverso tutta la successione delle strofe - un caso tipico di quella libertà legata alla necessità
di cui parla Schiller. Potete anche dire che una poesia è la nave dei Feaci di cui Omero narra che essa entra
diritto nel porto senza bisogno del "pilota".
Gottfried Benn, Problemi della lirica,
in Lo smalto sul nulla,
trad. Luciano Zagari,
Milano, Adelphi 1992, p. 278. |