[ ORDINE OPERATIVO ]
Dalla parte del poeta non c'è in ogni caso altro da registrare se non che la cosa accade e il suo accadere
muove e ordina una serie di pensieri e di emozioni avuti frammentariamente vivendo nella discontinuità del
tempo e della esperienza. È un ordine non imposto, e ciò gli dà speranza che sia quello giusto,
ritrovato al di là del suo limite individuale.
Certamente egli tende ogni suo sforzo a tradurlo in un ordine operativo, in uno strumento estetico suscettibile
di connivenza - ciò che presuppone un medium culturale, una lingua condivisa con una comunità, una tradizione
insomma. È a questo punto che il momento creativo si concretizza in un momento più specificamente artistico:
cioè in un diretto o indiretto confronto con ciò che è già stato o è ancora e che la comunità ha fatto proprio.
Si conoscono due esiti contrapposti di codesto confronto: la violenza deliberata contro il patrimonio di sensi e
significati acquisiti o la riconquista dalle fondamenta di tutto il sistema per riportare la vita dov'era la
stratificazione e la forma.
Mario Luzi, La creazione poetica?,
in Scritti, a cura di Giancarlo Quiriconi,
Venezia, Arsenale editrice 1989, pp. 116-117. |