[ ARTE MECCANICA ]
[La] facilità dell'arte meccanica è stata spesso scambiata per lo spirito stesso; essa è certamente la
condizione indispensabile perché lo spirito si ermpima, e chiunque si metta all'opera deve già esserne
in possesso; essa, però, non è lo spirito stesso. Per il suo tramite, non si producono che vuoti strimpellamenti
(un gioco che non è altro che un gioco), ossia qualcosa che non eleva alle idee e che tutt'al più è espressione
del capriccio e di energia da sprecare, energia che sarebbe stato auspicabile impiegare in silenzio dedicandosi
ad attività migliori. Infatti, il più leggero e il più capriccioso tocco di pennello dello spirito vero avrà un
tratto delle idee, mentre il semplice meccanico non produrrà mai altro, anche con la sua arte più elevata, che
un'opera meccanica, di fronte alla quale tutt'al più ci si stupirà.
Johann Gottlieb Fichte, Sullo spirito e la lettera nella filosofia. Terza lettera,
in Sullo spirito e la lettera,
a cura di Ugo M. Ugazio,
Torino, Rosenberg & Sellier 1989, p. 70. |