[ PAUSE DI RIFLESSIONE ]

Dopo la per me lieta primavera barbarica del Canto Novo, io era rimasto in una specie di stanchezza triste: conservavo ancora nelli orecchi certi suoni prediletti e nelli occhi certi bagliori; conservavo ancora una certa abilità tecnica acquistata con pazienti esercizii; ma improvvisamente la materia d'arte mi venne a mancare. Avrei dovuto non scrivere più versi; avrei dovuto fortificarmi di nuovi studi, di nuove più larghe letture; avrei dovuto rinunziare almeno per qualche anno ai vani romori della pubblicità e lavorare modestamente in silenzio. Non volli e non potei: il sacrifizio mi pareva duro.

Gabriele D'Annunzio, Per un fatto personale,
«La Domenica letteraria» del 20 luglio 1884, riportato in Versi d'amore e di gloria, I,
Mondadori, Milano 1982, p. 910.