PANEGIRICO DELL'ANTOLOGIA DEL LICEO
Chi ha detto che per trovare grandi libri bisogna inseguire l'ultima strenna di Natale o sfoderare un nome
che possibilmente nessuno abbia mai sentito? Tentiamo piuttosto un esperimento altamente istruttivo: andiamoci
a riprendere, dalle soffitte, dalle cantine, dagli scaffali polverosi (sperando di non averla venduta
nell'euforia del dopo Maturità...) la buona, vecchia antologia di italiano del liceo.
Quale, non fa dopotutto grande differenza: la nostra, o quella di chiunque altro. L'importante è prima di
tutto dimenticare voti, interrogazioni, dotte spiegazioni da mandare a memoria et similia: sono la strategia
che il sistema scolastico ha sviluppato nei secoli - non senza successo, bisogna dire - per instillare nelle
giovani generazioni l'odio nei confronti della letteratura. Il sistema però non ha finora calcolato che l'antologia,
salvo i suaccennati casi di vendita, scoraggiati del resto in vario modo dalle case editrici, è un reperto
cartaceo che rimane, spregiato, dimenticato, ma rimane. Dimentichiamoci inoltre, se abbiamo frequentato facoltà
universitarie umanistiche, di quello che abbiamo colà imparato: negli atenei non si legge, ma si insegna come
leggere, il che significa leggere poco, e quel poco pure male.
Riapriamola, dunque, l'antologia del liceo, purificati interiormente dagli anni passati. Medioevale, moderna,
contemporanea fa lo stesso. Lasciamoci guidare dalla curiosità, apriamo a caso, sorvoliamo senza problemi su
quanto ci dica poco o niente, immedesimiamoci in quello che ci attira. Per puro piacere: nessuno ce ne chiederà
conto, non dovremo dimostrare nulla dopo. Niente analisi erudite, niente chiavi di lettura. Al massimo, se proprio
non comprendiamo qualche parola, possiamo guardare, con parsimonia, le note, o leggerci le introduzioni ai singoli
passi per un inquadramento generale.
Che ne dite, funziona? Sì, se vi lasciate veramente andare funziona davvero. Non è un bel modo di avvicinare
la poesia, la letteratura quello di lasciarla cantare senza soverchiarla con i rumori di fondo? Naturalmente
non è tutto eccezionale quel che si sfoglia: d'altronde, in qualsiasi crestomazia la percentuale di pezzi
memorabili è senz'altro elevata, ma gli antologisti possono, come tutti, compiere scelte azzardate, e comunque
è bene disporre di pietre di paragone. Così non mancheranno le pagine insipide, trombonesche, manierate e
via dicendo: basta riconoscerle e metterle da parte. Forse, confrontate con alcune delle più alte del passato,
anche altre pagine che vi erano parse dotate di un loro perché sbiadiranno lentamente. Continuate allora così,
che va bene.
Carmine Adalfei |