"ORGANIZZARE LA POESIA". APPENDICE AL PRECEDENTE
Per quanto riguarda, in maniera molto concreta, l'organizzazione del proprio lavoro poetico,
qualche esitazione sorge inevitabilmente confrontandosi con il modello di raccolta, tradizionale
nel Novecento, intesa come sistema chiuso in se stesso e sviluppato in un arco non troppo esteso di
anni, al quale è destinata a succedere, e perfino a contrapporsi, una serie di altri sistemi "chiusi".
Questo modello aveva sicuramente senso, pur comportando anche allora rischi di cedimenti a forme di
ingegneria letteraria e di dilatazione indebita, in una società dove la poesia ricopriva bene o male
un ruolo istituzionale, e dove "il nuovo libro di" costituiva un avvenimento che andava a saldarsi con
gli anelli precedenti di una catena, dalla quale i lettori attenti sapevano poi estrarre e mettere nella
giusta sequenza il meglio. Oggi che tutto questo non si produce più, chi si affannasse a dare spessore a
raccolte a tutti i costi e a brevi scadenze rischierebbe soltanto di indebolire e annacquare il proprio
corpus poetico.
Le forze andrebbero, insomma, concentrate più che disperse, benché esista per contro l'innegabile necessità
di fare periodicamente il punto, di dare una sistemazione, provvisoria o meno, a quanto si è compiuto
(ma questo dovrebbe essere fatto senza che si rendesse necessario conferire maggiore dignità a ogni "tappa"
allungandone forzosamente le dimensioni). La poesia moderna tende, da tutte le direzioni, all'essenzialità.
Un componimento troppo lungo, superiore alla ventina di versi, oggi genera a prima vista sospetti, come
nche un verso troppo lungo: di prosa, si sa già dove trovarne. A qualunque poeta, per quanto lo riguarda,
piacerebbe immensamente abbandonarsi senza limiti alla marea della poesia, ma non può farlo. L'essenzialità
può certamente essere anche una posa o una moda, ma in questo caso si scopre facilmente, di norma esibendo
concisioni estreme, testi di poche sillabe con o senza vaghe suggestioni orientali.
Essenzialità nel verso, essenzialità nel numero dei versi: difficile pensare che sia poi normale espandere
a dismisura la quantità di poesie e il numero delle raccolte poetiche. Ancora una volta, ad ogni modo,
soluzioni assolute non ne esistono, e ciascuno è chiamato a trovare la propria via.
Giacomo Fiori |