PECULIARITÀ DELLA TRADIZIONE POETICA

Le tradizioni sono soggette, è un dato facilmente osservabile, a distorsioni e corruzioni che nei casi più gravi possono anche avere come estrema conseguenza la loro scomparsa. Se si guarda alle dinamiche attraverso le quali si esplica questo processo, la fonte principale di inquinamento di un qualunque tipo di tradizione non è in genere costituita tanto da coloro che dall'esterno se ne fanno beffe spesso senza nemmeno avere ben chiaro di che cosa stiano parlando, né dai fiancheggiatori maldestri che ne applichino in maniera distorta i principi, fintantoché almeno siano disponibili parametri di riferimento che permettano di distinguere. A causare i danni maggiori sono piuttosto le stesse istituzioni investite del compito di garantirne in maniera adeguata la trasmissione, modificando e innovando laddove necessario ma nel rispetto dell'impianto ricevuto. Quando questa custodia impazzisce e traligna essa diviene per l'appunto, grazie all'autorità ricoperta, la principale forza corruttrice, non solo innovando in maniera dissennata e difforme ma anche contrastando in nome del proprio status di guardiana coloro che si opponessero.
La poesia non è stata certamente immune da questo fenomeno negli scorsi decenni, ma rispetto ad altre forme di tradizione gode di un vantaggio: in essa infatti la trasmissione non avviene principalmente attraverso figure carismatiche in carne e ossa, ma attraverso il confronto diretto con un canone di poeti del passato, non univoco ma comunque non azzerabile e ridefinibile a piacere secondo la volontà di un gruppo di persone operanti in un dato periodo. Il maestro in carne e ossa in poesia può esistere, ma conta relativamente, circondato e sovrastato com'è da una pluralità di maestri "di carta", fra i quali se ne possono scegliere alcuni più congeniali senza però prescindere completamente dagli altri.
Le tendenze corruttrici possono, questo sì, spingere verso la creazione di un piccolo canone maligno, composto da autori perlopiù contemporanei, cercando di imporlo come stella polare, ma si tratterà sempre di una metastasi estemporanea che alla fine dovrà misurarsi con il canone reale, di cui sarebbe difficile ottenere lo snaturamento, per quanto si possa tentare qualcosa ad esempio attraverso interpretazioni fuorvianti. Anche la negazione della tradizione, il suo occultamento passandola sotto silenzio o presentandone un'immagine distorta e caricaturale, che in altri contesti è possibile, in poesia è più ardua, a meno che non ci si trovi a vivere in uno di quei momenti di furiosa contrapposizione rispetto al passato che hanno però durata limitata.
Questa peculiarità deriva dal fatto che la poesia, e in generale l'arte, è solo in seconda battuta un'azione sociale: essa nasce prima di tutto come atto di un singolo che, in solitudine, si rapporta a un'ideale coralità esistita in epoche antecedenti. Almeno in questa fase dunque il poeta può in teoria continuare a operare in koinonia più o meno efficace con la sua tradizione. È un beneficio che non si traduce automaticamente in un talismano invincibile, ma che comunque deve essere tenuto nel debito conto quando si riflette di poesia.

Jacopo Panerai