IL KIT DEL PICCOLO LUZI

Per venire incontro ai lettori che desiderano avvicinarsi ai risultati della poesia di Mario Luzi, segnatamente a quella delle sue ultime raccolte, abbiamo elaborato questo piccolo e semplice kit di istruzioni che permette, passo dopo passo, di conformarsi agli standard stilistici e concettuali tardoluziani. Non fatevi intimorire dalla figura inarrivabile del Grande Veglio: l'esperienza della creazione di un inedito di Luzi è alla portata di tutti. L'unico ausilio consigliabile per i meno esperti è un buon dizionario dei sinonimi e dei contrari.
Prima di tutto, prendete un fatto qualunque che vi è capitato questo pomeriggio, purché sia assolutamente banale. Raccontatelo al presente (ma potrebbe andare bene anche il passato remoto) andando a capo a caso:

Esco per mangiare un gelato
perché fa caldo, ma mentre scendo
per la strada di colpo
scoppia un violento acquazzone,
le gocce battono con forza
sull'asfalto e sollevano sbuffi
di polvere, a stento
mi riparo sotto un androne.

L'idea c'è. Manca ancora qualcosa, qualche parola di uso non comune che rialzi un po' il tono. Attingete di preferenza alle lingue straniere e più che tutto ai gerghi tecnici, ma senza strafare; lasciate quindi una buona percentuale di lessico quotidiano:

Esco per mangiare un gelato
perché arde il sole allo zenit, ma mentre scendo
per il canyon della strada di colpo
scoppia un violento rovescio anticiclonico,
le gocce battono con forza
sul bitume drenante e sollevano sbuffi
di polvere, a stento
mi riparo dentro un archivolto.

Così va meglio. Ma spezzate sempre a caso anche qualche verso, meglio ancora se tutti, in modo da movimentare la narrazione:

Esco per mangiare
Esco per mangiareun gelato
perché arde il sole allo zenit,
perché arde il sole allo zenitma mentre scendo
per il canyon
per il canyondella strada di colpo
scoppia un violento rovescio anticiclonico,
le gocce battono
le gocce battonocon forza
sul bitume drenante e sollevano sbuffi
di polvere,
di polvere,a stento
mi riparo dentro un archivolto.

Adesso bisogna sigillare degnamente l'opera intrapresa. Il metodo più consigliabile è quello di esprimere il dubbio angosciato che quello che state facendo abbia un senso qualunque, che il fatto di esprimerlo abbia a sua volta un senso e in sostanza che il mondo stesso ne abbia:

Perché il temporale? E perché
il mio racconto debole, insignificante,
che non interessa a nessuno?

Andate benissimo! Siete quasi al livello del Maestro! Alzate il tono, fatevi una domanda senza darvi la risposta e, mi raccomando, chiudete con un dubbio insolubile che lasci il lettore nel rovello o, se preferite, con una bella sequenza di interrogative retoriche:

Che vuole dirci ancora
questa voce che elenca
le sue puntuali ragioni
senza uno sbaglio, senza
un attimo di esitazione?
un attimo di esitazione?Temporale?
O pioggerella di marzo?

Ora basta montare la sequenza lasciando qua e là uno spazio per separare le strofe e siete a cavallo, la poesia è pronta. Un ultimo tocco, la ciliegina finale: un titolo che richiami qualche evento o personaggio del passato.

PER IL BATTESIMO DI NOÈ

Esco per mangiare
Esco per mangiare un gelato
perché arde il sole allo zenit,
perché arde il sole allo zenit,ma mentre scendo
per il canyon
per il canyondella strada di colpo
scoppia un violento rovescio anticiclonico,
le gocce battono
le gocce battonocon forza
sul bitume drenante e sollevano sbuffi
di polvere,
di polvere,a stento
mi riparo dentro un archivolto.

Perché il temporale? E perché
il mio racconto debole, insignificante,
che non interessa a nessuno?

Che vuole dirci ancora
questa voce che elenca
le sue puntuali ragioni
senza uno sbaglio, senza
un attimo di esitazione?
un attimo di esitazione?Temporale?
O pioggerella di marzo?

Eccovi infine pronti a fare il vostro ingresso trionfale nel mondo dorato della poesia contemporanea.

Carmine Adalfei