RARA AVIS

Fortunatamente ogni tanto sulla carta stampata capita di leggere anche - riguardo la poesia - interventi sensati. Ecco ad esempio cosa scrive sul «Corriere» del 10 ottobre 2003 Sebastiano Vassalli (pagina 35) a proposito di una moda di stagione, i "festival" e i "reading" di poesia (di "poetry", si dirà forse fra un po', oh yeah!): «Direi anche evviva la poesia in piazza, se non fossi convinto che: a) i poeti sono milioni, ma la poesia è un uccello raro, e che b) quell'uccello, di solito, non ama le piazze e i luoghi pubblici. Una lettura in pubblico di poesie, se anche ci partecipasse il padre Dante in persona, è sempre qualcosa di simile alla trasmissione 'La Corrida'. Si può fare, perché no?, ma senza prendersi troppo sul serio»,
Che aggiungere? Nulla. Problema centrato col minimo spreco di parole. Purtroppo c'è il fondato sospetto che quando parlano di "poesia" Vassalli e gli organizzatori di festival intendano due cose profondamente diverse.