SENATUS POPULUSQUE

Ci siamo montati la testa, e per una volta oggetto di analisi sarà un brano apparso in questa stessa rubrica alcuni anni or sono, con il titolo «Poesia, rap e mucca pazza». Per agevolare il lettore lo riportiamo integralmente qui di seguito:

Citiamo dal «Corriere della Sera» del 6 dicembre 2000, cronache dall'interno. Titolo dell'articolo, Siena capitale del gusto: il poeta Mario Luzi e Jovanotti testimonial del cibo sicuro. Il contesto generale era la recrudescenza del morbo della Mucca Pazza, la notizia che quella sera nel capoluogo toscano, al «Teatro dei Rozzi», «il grande vecchio della poesia italiana e il giovane profeta del rap» si sarebbero cimentati sul tema «siamo quello che mangiamo». Senza entrare nel merito del rispettabilissimo argomento di discussione, notiamo solo di sfuggita che le brevi cronache successive hanno riferito di un Luzi intervenuto in ispirito, o meglio per telefono, di fronte a una platea costituita soprattutto da ammiratori del suo "collega".
Il succinto resoconto (o annuncio) di cui sopra è emblematico di una certa situazione. Ai mezzi di comunicazione di massa in effetti la poesia, ed è regola universale, non può interessare se non in quanto evento curioso (tipo la "strana coppia" poeta-cantante, dove è comunque il cantante a fare notizia) o strettamente legato all'attualità (tipo la riflessione sul cibo genuino nei giorni dell'allarme alimentare). Purtroppo molti sono pronti ad assecondare quest'impostazione in cambio di qualche rigo di cronaca. Certo, nella manifestazione senese oltre a questo si può intravedere anche il tentativo di tenere alta una bandiera, di ricordare al mondo che la poesia ha una funzione purchessia. Ma che sia riuscita nell'intento quest'apparizione di un ectoplasma telefonico ansioso di disquisire sul tema del giorno è lecito dubitarlo.

Sono passati solo quattro anni, e qual è la situazione? Del cantante in questione non abbiamo più notizie da un pezzo: non siamo esperti del settore, ma ai tempi in cui fu scritto il pezzo di cui sopra era difficile non imbattersi in lui accendendo la radio o la televisione, e anche sfogliando i giornali. Luzi invece adesso (ottobre 2004) è sugli altari per la nomina a senatore a vita. Questo non significa più di tanto, anche il clamore sollevato da questo fatto verrà presto dimenticato, tuttavia una differenza fra un vero artista e un personaggio massmediatico ne viene in qualche modo esemplificata: il tempo (o dovremmo dire l'Eternità?) lavora in modo diverso per i due. Non sempre gli stessi artisti sembrano ricordarsene. Ma dovrebbero farci un po' più caso anche quanti, per esempio, si lagnano che il laticlavio a vita sia andato a Luzi e non a qualcuno che in questo momento è sistemato meglio di lui ai botteghini.