A CIASCUNO IL SUO COMPOUND
Riaprire il caso di Ezra Pound. «Caso politico, per l'appoggio che il poeta dell'Idaho diede a Mussolini
e che gli costò l'accusa di tradimento [da parte della sua patria, gli Stati Uniti]», «caso psichiatrico,
perché gli Usa evitarono un pubblico giudizio e una probabile sedia elettrica, inventando per lui una
sentenza di follia», «caso letterario, in quanto questo doppio nodo continua a condizionare il riconoscimento
critico dell'opera che ci ha lasciato». Pare che ora un libro ci venga a proporre «un'indagine - da sinistra
- del suo pensiero e con una rilettura della vicenda processuale e dell'incarcerazione. Scopo esplicito:
"Trasferire il Dante del Novecento in un'area non reazionaria"».
Mi frego gli occhi per capire se sto sognando. No, no, c'è scritto proprio questo, il ritaglio è qui
davanti. «Corriere della Sera», pagina 25. La data è quella del 7 febbraio 2005. Incredibile ma vero.
Chiaramente le indagini storiche sono benemerite: semmai non si fanno da destra o da sinistra, ma cercando
di essere il più possibile seri e scrupolosi. Che c'entrano però con le valutazioni letterarie? Si può
benissimo essere stati rossi o neri e anche matti ed essere nondimeno dei grandi scrittori. Se poi c'è
qualcuno che per pregiudizi politici o di altra natura non è disposto a riconoscerlo, spiace per lui ma
non si può perdere più di tanto tempo a discuterci.
Un buon servizio a Pound sarebbe piuttosto quello di mettere un po' d'ordine nel mare magnum della
sua produzione, evitando le forme di culto e gli elogi sperticati che alla lunga sono esiziali. Si
riconosca ad esempio che ai Cantos le avanguardie dell'ultimo dopoguerra devono molto, non si
nasconda che innegabilmente vi abbondano le indigeste colate laviche di frasi in libertà, citazioni,
lemmi da Garzantina, ideogrammi cinesi e alfabeti assortiti, che però ricondotte dall'abuso all'uso
con criterio possono essere una risorsa per un linguaggio poetico moderno, e soprattutto si pongano
in risalto gli autentici momenti di poesia (legati segnatamente a una robusta vena satirico-morale),
quella sì insensibile alle mode. La via per rendere giustizia a Ezra Pound passa da qui.
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