LARGO AI GIOVANI!
Ancora lui: non è monomania né accanimento, ma il fatto che l'ombra di Luzi, ultimo dei Mohicani, continuerà
per un pezzo a dominare le esternazioni parapoetiche nazionali, e per amore o per forza il presente osservatorio
dovrà adeguarsi. A dire il vero il Nostro sul «Corriere della Sera» del 21 giugno 2005, p. 39, compare in una
veste particolare, quella di mentore ovvero Pigmalione.
«Luzi: io, catturato dalla giovane poesia di Iannaco» il titolo. Che cosa abbiamo dunque su questo giovane che
conquistava con i suoi versi il Vecchio Maestro? Prima di tutto un articolo di Luzi stesso, scritto, spiega un
cappello, «pochi giorni prima della sua morte». Si tratta peraltro di astratte considerazioni appartenenti al
genere che i tedeschi chiamerebbero Zukunftmusik (in questo caso si potrebbe dire Zukunftdichtung):
solo poche righe, nel pezzo dedicato a un'ipotizzata e non meglio chiarita svolta epocale che sarebbe nell'aria,
accennano in modo piuttosto oscuro ai "poemi" di Domenico Iannaco, filosofo e poeta. Di lui abbiamo anche un box
con foto e qualche verso sinistrato graficamente per mancanza di spazio. C'è poi un'introduzione, a firma Franco
Manzoni, che spiega chi è Iannaco: venticinquenne, una grande passione per Luzi, su cui ha anche fatto la tesi
di laurea e con il quale ha intrattenuto, negli ultimi anni, un'intensa frequentazione (veniamo perfino
informati che nelle lunghe sedute a due era il più giovane a incaricarsi della preparazione del caffè).
Ora, chi a questo punto fosse imperdonabilmente curioso di sapere cosa ha scritto Iannaco, se ha pubblicato
qualcosa da qualche parte, se qualcun altro si è interessato alle sue opere, è destinato a rimanere deluso.
Un ulteriore stelloncino però ci mette a conoscenza che è anche pittore, e che a Napoli si tiene una mostra
dei suoi quadri.
A lui vanno tutta la nostra simpatia e i nostri auguri, si capisce. Come sempre però, immancabilmente, quando
sui mezzi di comunicazione ufficiali si dovrebbe in teoria discutere di poesia, perfino quando quest'ultima
è annunciata in pompa magna, in realtà si finisce per parlare di tutt'altro.
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