TEMA: COME HO PASSATO LE VACANZE
Giornali e televisioni ci hanno annunciato che in quest'Anno di Grazia 2006 il tema di letteratura all'esame
di maturità è stato su Ungaretti. «L'Isola» di Ungaretti, testo non molto noto, e poco apprezzato dagli esaminandi,
visto che solo il 9% di loro l'avrebbe scelto. Chiuso lì. Fra i destinatari della notizia i più, soprattutto i non
addetti ai lavori, potrebbero aver pensato che si trattasse di un tema vecchio stampo, ossia: eccoti uno spunto e
ingegnati con i tuoi mezzi a imbastirci sopra un discorsetto. Errore. La scuola italiana ha superato da alcuni anni
queste impostazioni banali. Ci siamo dunque procurati il testo completo della prova di esame (che da solo è già
della lunghezza di un tema...) e abbiamo cercato di capire meglio.
Dunque, prima di tutto la traccia fornisce il testo della poesia ungarettiana, tratta da Sentimento del tempo,
e sta bene. Seguono le note linguistiche esplicative. Per i versi «Lo richiamò rumore di penne/ ch'erasi sciolto
dallo stridulo/ batticuore dell'acqua torrida», il Ministero ad esempio ritiene di dover chiosare che «sciolto»
equivale a «si era staccato, sollevato», caso mai qualche studente non pensasse che il rumore si fosse liquefatto.
E non si è provveduto anche a chi leggendo «rumore di penne» poteva pensare a delle biro che cadono? Ma lasciamo
stare le chiose (ce ne sono altre due). L'introduzione si conclude con alcune righe che spiegano brevemente chi
fosse Giuseppe Ungaretti, sempre caso mai lo studente non ne avesse mai sentito parlare o avesse il dubbio che
si tratti di un romanziere dell'Ottocento.
Arriva infine la prima parte del compito da svolgere, «Comprensione del testo»: «Partendo dalla presentazione che
trovi nelle righe precedenti, dopo aver riletto alcune volte l'intera lirica, riassumine il contenuto informativo
(movimenti del poeta nei luoghi; altre presenze reali; figure immaginarie)». Lo studente dell'ultimo anno delle
superiori è dunque considerato più o meno alla stregua di un bambino: "Fa' il riassuntino, e mi raccomando,
specifica tutte queste belle cose, non dimenticarti".
Seconda parte, «Analisi del testo». Prima "sottodomanda" (l'organizzazione è per commi, come nei manualetti di
istruzioni: paragrafo 2, sottoparagrafo 2.1, 2.2. 2.3...): «A quale personaggio si riferiscono i verbi scese,
s'inoltrò, vide (due volte), giunse (nei versi 2, 3, 8 ,9 e 13)? Che tempi del verbo sono?».
Analisi del testo? Chiamiamola analisi grammaticale. Una volta si faceva alle elementari. Seconda sottodomanda:
«Cerca le forme dei verbi all'imperfetto. A quali elementi e aspetti della scena si riferiscono? Quale contrasto
creano questi verbi all'imperfetto con quelli indicati nella domanda precedente?». Qui va un po' meglio, siamo
risaliti alla terza media. Quarta sottodomanda: «Spiega, anche con l'aiuto del dizionario, le parole proda
(v. 1), larva (v. 7) e simulacro (v. 12)». Ovvero, si saggia la capacità da parte del candidato di
cercare nel vocabolario della lingua italiana. Sesta sottodomanda: «Al v. 18 i dardi sono i raggi del sole
che scendono attraverso i rami. Commenta l'espressione pioggia pigra di dardi, in cui un carattere umano,
la pigrizia, è attribuito ad un elemento naturale». Marzullo direbbe "si faccia una domanda e si dia una risposta",
ma qui in realtà sono fornite già entrambe. Fra l'altro, che la pigrizia sia un carattere esclusivamente umano è
un'affermazione piuttosto gratuita (volevano controllare se il candidato era attento?).
Nella terza parte, «Interpretazione complessiva e approfondimenti», era infine se non altro possibile mettere in
luce eventuali cognizioni possedute: «Riflettendo su questa lirica, e utilizzando le tue conoscenze di altre poesie
di Ungaretti, commenta nell'insieme questo testo, per metterne in evidenza la libertà metrica e l'intreccio di
richiami simbolici, che sfuggono a una ricostruzione logica ordinaria. Riferisciti anche al quadro generale delle
tendenze poetiche, artistiche e culturali del primo Novecento in Italia e in Europa». Come dire, strutturalismo e
storicismo per principianti. Che possono anche andare bene, ma perché non anche un invito a un'analisi estetica?
Se studenti e funzionari ministeriali si fossero avventurati su questo terreno, avrebbero concluso che «L'isola»,
dove non manca nemmeno un balletto di ninfe fuori tempo massimo, è una poesia mediocre e manierata, di interesse
molto limitato salvo che, per l'appunto, sotto un profilo storico-culturale.
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