HA DA VENÌ ZDANOV...
L'anno scorso avevano ideato una «gara tra giovani lirici messi all'opera per comporre testi su un tema prescelto»:
quest'anno invece hanno deciso che dei giovani si può fare a meno, anche come cani ammaestrati per uno spettacolino
di contorno. Così si sono ritrovati a Cetona, in provincia di Siena, a parlare tra loro di poesia. Anzi, di
«attualità dei poeti», che è già una cosa leggermente diversa. C'erano («La Stampa», 16 luglio 2006, p. 26)
«Maurizio Cucchi», «Mariella Cerutti Marocco, poetessa e imprenditrice» (che non si sa bene chi sia ma deve essere
quella che tira fuori i soldi), «Antonio Ricciardi, poeta e direttore editoriale della Mondadori», «Edoardo
Sanguineti» eccetera eccetera.
«"Basta con la poesia autoreferenziale e autoriflessiva", ha esortato Cucchi che vede le armi del poeta molto più
attuali se capaci di far emergere le ingiustizie e le contraddizioni della nostra epoca.» Secondo la Cerutti Marocco
«la forza della modernità della poesia è nel fatto che è così ricercata, gettonata. E lo è soprattutto dai giovani,
dal momento che si configura come un linguaggio originale, distante dalla banalità dei media». Incalza Sanguineti:
«L'impegno poetico, magari la denuncia delle discriminazioni sociali è sicuramente efficace. Ma è estremamente rara.
L'attualità è altra. Versi e rime sono oggi veramente i mezzi di comunicazione più presenti».
Commentare simili sortite? Non sia mai, sparare sulla Croce Rossa non è il nostro sport favorito. Immaginiamo
l'illustre consesso con prevalenza di non più arzilli che si ritrova in un pomeriggio canicolare, dopo un pranzo
abbondante convenientemente innaffiato da vinelli orciani, a dover concionare sulle sorti della poesia italica:
date le condizioni, hanno fatto miracoli. All'anno prossimo la discussione se l'esametro sia preferibile al verso
saturnio.
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